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QUATTO SECOLI DI BOLLICINE

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Le prime bevande non gassate furono commercializzate nel xvii secolo


Le prime bevande (non gassate)ad essere commercializzate nel mondo occidentale furono preparate nel XVII secolo; erano composte da acqua e da succo di limone reso dolce con del miele. Nel 1676 la Compagnie des Limonadiers di Parigi si assicurò il monopolio per la vendita di questo tipo di bevande che venivano distribuite ai passanti assetati. Coppe riempite da piccole damigiane caricate sulle spalle dei venditori ambulanti.
Nel 1767 l’inglese Joseph Priestley scoprì un metodo per infondere nell’acqua l’anidride carbonica così da creare l’acqua gassata.
Verso la fine del XVIII secolo il chimico svedese Jons Jacob Berzelius iniziò ad aggiungere aromi (spezie, succhi di frutta e vino) all’acqua gassata.

Nel 1840 la Società Schweppe cominciò a produrre una speciale acqua tonica contenente zucchero e chinino.
Il chinino era già stato aggiunto all’acqua di soda dai coloni e dalle truppe inglesi in India e in altre zone dell’Impero Britannico, per combattere malattie e altre febbri.
Nel 1886 John Pemberton, un farmacista americano di Atlanta, in Georgia, cercando di fabbricare un rimedio contro il mal di testa, scoprì uno sciroppo dal gusto gradevole. Lo sciroppo ottenuto con erbe aromatiche fra cui le noci di coca, aggiunte all’acqua minerale diede vita alla bibita battezzata Coca Cola. Agli inizi lo sciroppo aggiunto ad acqua resa gassata dall’anidride carbonica, veniva venduto a bicchieri nella farmacia dì Pemberton ad Atlanta, al prezzo di cinque cent a bicchiere. In seguito, la miscela di acqua e anidride carbonica, che rendeva l’acqua frizzante, si pensò di aromatizzarla con gusti diversi e di confezionarla in bottigliette per poterla esportare per la vendita nei pubblici locali.
Incominciarono a nascere, così, delle piccole aziende artigiane un pò dappertutto ed anche in Italia.
Fu nel 1904 che Pasquale Chiurazzi aprì la fabbrica di bevande gassate che produceva gassose ed aranciate, utilizzando la famosa bottiglia con la chiusura a pallina (bottiglia completamente lavorata a mano) sostituita poi nel 1930 dalle bottiglie con chiusura a tappo meccanico.

La mostra permanente si può visitare presso la sede a Lecce

UN'INVENZIONE INGLESE

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1767 JOSEPH PRIESTLEY INVENTA L'ACQUA GASSATA


Nel XVIII secolo la scienza contribuì notevolmente alla creazione di quelle che sarebbero state poi le moderne acque minerali .
Fu nel 1767 che l’inglese Joseph Priestley scoprì un metodo per infondere nell’acqua l’anidride carbonica così da creare l’acqua gassata. L’esperimento di Priestley avvenne in una birreria di Leeds: scoprì la soda water, ovvero il componente della maggior parte dei soft drink. Priestley si rese conto che l’acqua, sebbene trattata, aveva un gusto gradevole e la offrì agli amici come bibita rinfrescante.

Nel 1772 lo scienziato pubblicò un trattato intitolato Impregnating Water with Fixed Air in cui descriveva la distillazione il cosiddetto oil of vitriol (olio di vetriolo, ovvero acido solforico) utile per produrre gas da anidride carbonica e favorirne la sua dissoluzione in un contenitore nel quale veniva agitata dell’acqua.

Un altro inglese, John Mervin Nooth implementò la scoperta di Priestley producendo un’apparecchiatura di uso commerciale destinata alle farmacie.
Il chimico svedese Torben Bergman, poi, inventò a sua volta un apparecchio per la generazione di acqua gassata mediante gesso e acido solforico. Con questo sistema si poteva produrre un’imitazione dell’acqua minerale in notevole quantità.

Nel 1792 a Londra Jacob Schweppe - un chimico dilettante tedesco - cominciò a produrre l’acqua di soda, aggiungendo anidride carbonica ad acqua distillata. Schweppe realizzò anche un’altra bevanda salutare: l’acqua di seltz, così chiamata per ricordare le Terme di Seltz in Alsazia.

La mostra permanente si può visitare presso la sede a Lecce

"SELTZ" TERME IN ALSAZIA

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L'INVENZIONE DI SCHWEPPE HA PRESO IL NOME DELLE TERMALE DELL'ALSAZIA


I caratteristici “sifoni” in uso comunissimo nell’anteguerra ed in alcuni casi, anche negli anni cinquanta, erano utilizzati per l’erogazione di acqua potabile gassata negli esercizi pubblici. Si trattava, nella stragrande maggioranza dei casi, di bottiglie di vetro molto grosse, capaci di resistere alla pressione di alcune atmosfere con una valvola a rubinetto al posto del tappo per l’erogazione della frizzante bevanda. Quando l’acqua minerale era un prodotto venduto quasi solo nelle farmacie (ed ancora non veniva gassata), la bevanda più “povera” e dissetante venduta nei bar e nelle osterie era appunto “l’acqua di seltz”, distribuita in questi caratteristici contenitori.

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La mostra permanente si può visitare presso la sede a Lecce

PRESERVARE LE BOLLICINE

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storia delle bevande gassate

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"...1893, Karl Hutter aggiunse al tappo meccanico l’Hutter stopper, un tappino in porcellana provvisto, nella parte inferiore, di una guarnizione di gomma..."

 

QUATTRO SECOLI DI BOLLICINE
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UN'INVENZIONE INGLESE
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LA BOTTIGLIA CON LA BIGLIA
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L'INVENZIONE DEL TAPPO MODERNO
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LE CHIUSURE PER BEVANDE GASSATE


Con l’invenzione delle bevande gassate fu necessario un tappo per tenere la pressione dell’anidride carbonica aggiunta. Nel 1886, negli Stati Uniti d’America nasceva la prima Coca-Cola con tappo di sughero, spesso legato con spago o fil di ferro.
Nel 1872 un altro ingegnoso inglese, Hiram Codd, inventò un nuovo sistema di tappatura a pressione: la famosa “bottiglia con la pallina” che venne utilizzata anche in Italia nel periodo tra le due guerra mondiali. In Italia fu la “gassosa” la bevanda tipica di questa bottiglia. Venne poi la volta del tappo meccanico e nel primo dopoguerra si diffuse l’uso del tappo a corona, ancora oggi utilizzato.

Il tappo meccanico

Inventato nel 1875 da Charles De Quillfeldtnel, il tappo meccanico o Lightning Stopper rivoluzionò l’industria della birra e delle bibite in bottiglia. Il suo design, che ebbe molte imitazioni e qualche occasionale miglioramento, prevedeva invece solo una guarnizione di gomma attorno al tappo di sughero che, penetrando nel collo, sigillava la bottiglia. Questo tipo di tappo era tenuto saldo da un filo metallico che presentava a ogni lato del collo due anelli che agivano da fermi.

Il miglioramento più importante al brevetto originale di Quillfeldt arrivò nel 1893, quando Karl Hutter aggiunse al tappo meccanico l’Hutter stopper, un tappino in porcellana provvisto, nella parte inferiore, di una guarnizione di gomma.
Oltre a essere estremamente facile da aprire e da chiudere, la miglioria apportata al suo “swing top” permetteva ora di modificare la forma delle bottiglie. Non era più necessario che avessero un collo lungo per proteggere il tappo di sughero e questo fornì ai produttori di birra la possibilità di sperimentare e di differenziare i marchi.
Tuttavia, il tappo meccanico Hutter, negli anni Venti, fu superato dall’avvento del tappo a corona.

La mostra permanente si può visitare presso la sede a Lecce

L'INVENZIONE DEL TAPPO MODERNO

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William painter
1892 brevetta il tappo a corona ED AVVIA LA PRODUZIONE


Il tappo a corona rimane ancor oggi il metodo più utilizzato per sigillare le bottiglie di vetro. Prima della sua invenzione le bottiglie di bibite frizzanti esistevano già da alcuni anni, ma spesso o fuoriusciva il liquido, o addirittura evaporava l’anidride carbonica aggiunta. I molteplici tentativi di evitare qualsiasi perdita di liquido o di gas finivano in disastro se al tappo di metallo capitava di venire a contatto diretto con il liquido.
William Painter fu il primo a capire che era necessario trovare un modo migliore per sigillare le bottiglie, pur consentendo il contatto tra tappo di metallo e bevanda contenuta, da lui originariamente battezzato Crown Cork, è la giusta soluzione da oltre un secolo. Si tratta di un tappo di metallo, con un’estremità corrugata che assomiglia a una corona rovesciata.
Assolutamente a prova di fuoriuscite, è rivestito al suo interno da un sottile disco di sughero a sua volta ricoperto da una pellicola speciale che sigilla il contenuto della bottiglia evitando che venga in contatto diretto con il metallo. Dopo aver brevettato il tappo a corona il 2 Febbraio 1892, Painter fondò a Baltimora, nel Maryland, la Crown Cork and Seal Company (oggi denominata Crown Holdings).
Negli anni Venti la società già vantava parecchie filiali in tutto il mondo, ma per sopravvivere al proibizionismo dovette dirottare la sua attenzione dalle birre alle bibite gasate. Per il resto del secolo, il tappo a corona avrebbe rivestito un ruolo essenziale nell’identità di alcuni dei più famosi marchi di bevande analcoliche. Benché siano stati inventati nel frattempo altri tipi di tappi per bottiglia, il tappo a corona detiene ancora oggi la sua posizione di leader del mercato.

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