In città l'ambiente messo a dieta è ridotto ad arredamento urbano, la natura in "soggiorno obbligato" nei centri urbani, però continua pazientemente ad offrirci colori e profumi secondo il variegato orologio delle stagioni.
Già a fine gennaio affiora spalancando gli occhioni gialli delle mimose ricordando che la primavera presto sarà qui. A marzo rondini e rondoni lanciano strilli stropicciati dal vento che qui è di casa. A maggio il festante profumo del pitosforo e dei tiglio avvisa che è quasi estate.
C'era un tempo in cui si viveva di semplici passioni come l'amicizia, la fedeltà, la parola data, la conoscenza col vicinato, i tanti zii acquisiti dalla porta affiancon ed i saluti per chi si allontanava ma poi tornava.
Bastava poco per un sorriso, c'erano il ghiacciolo e due cucchiai di ricotta fresca con mezzo cucchiaino di polvere di caffè, una presa di zucchero o miele ed era la merenda più buona del mondo. Di conservanti non se ne sapeva nulla.
Era il tempo in cui si beveva tanta
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"1904 Gassosa"
Il gusto fresco
IN una ricetta segreta
VISITA LA STORIA DELLE BIBITE GASSATE
ORA COME ALLORA
Era il 1904 quando in un “portone” delle nostre tipiche abitazioni salentine, uno stanzone grande, poco più di un garage, mio nonno fondò la “fabbrica di gassose” e preparò la sua prima bibita gassata.Ripeteva sempre che era una ricetta sbagliata: non ricordando esattamente quella classica utilizzò i limoni del giardino di casa e mise a punto la sua personale formula.
Oggi, attraverso i racconti di mio padre, ritorno a compiere i gesti d’un tempo con la stessa ricetta di oltre 100 anni fa, tenuta segreta e tramandata per tre generazioni, torno sui nostri passi e preparo anch’io, in un antico portone, gassose artigianali.
"1904" secondo tradizione












